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Published on ottobre 27th, 2017 | by admin

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Visita in Italia per il ministro degli esteri dell’Azerbaigian in occasione della Conferenza Mediterranea dell’OSCE

Tra diritti dei profughi interni eimage4 cooperazione.

Il 24 e 25 ottobre si e’ svolta a Palermo la Conferenza Mediterranea dell”OSCE, dedicata al tema “Large Movements of Migrants and Refugees in the Mediterranean: Challenges and Opportunities”, che ha riunito oltre 30 delegazioni rappresentate a livello di Ministro degli Esteri o Vice Ministro/Sottosegretario.

Tra gli ospiti anche il ministro degli Esteri dell’Azerbaigian Elmar Mammadyarov.

image2Il ministro Mammadyarov è intervenuto nell’ambito della sessione “Advancing Mediterranean security and cooperation in an age of large movements of migrants and refugees”, il 24 ottobre.

Nel suo discorso il ministro ha evidenziato come il tema della Conferenza quest’anno rappresentasse una delle questioni più urgenti e complicate dell’agenda della comunità internazionale. Il numero delle persone che fuggono dalle proprie case ha raggiunto “il livello senza precedenti di 65.6 milioni di persone” ha ricordato, e mentre ciò avviene non si vedono soluzioni per i troppi conflitti irrisolti. Accanto ai rifugiati e ai migranti la comunità internazionale deve tenere a mente i milioni di profughi interni, uomini, donne e bambini, resi estremamente vulnerabili a causa di conflitti nei vari angoli del mondo. Sono 41 milioni in tutto il mondo i profughi interni, quelli che il linguaggio degli acronimi chiama IDPs. “La grave situazione di milioni di IDPs richiede forte attenzione, necessita di ripensare gli approcci di prevenzione affrontando il problema alla radice….” ha sottolineato il ministro, affermando anche la convinzione che l’OSCEdebba essere utilizzata anche come una piattaforma per elaborare una risposta completa dell’OSCE che si occupi della protezione dei diritti dei profughi interni”.

La sensibilità dell’Azerbaigian nei confronti della causa degli IDPs è comprensibile”, ha affermato il ministro, ricordando che il fenomeno in Azerbaigian è una conseguenza dell’aggressione militare in corso e dell’occupazione del Nagorno Karabakh e delle 7 regioni circostanti dell’Azerbaigian da parte dell’Armenia, in vistosa violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Mammadyarov ha spiegato che l’Azerbaigian è uno degli stati che ha il più alto numero di IDPs rispetto alla popolazione. La priorità del Governo dell’Azerbaigian è restituire a questi IDPs, pari a circa 1,2 milioni di uomini donne e bambini, le proprie case. Questa è l’unica soluzione: il ritorno alle loro abitazioni in sicurezza e dignità.

Finché ciò non avverrà, il Governo continua ad investire per il miglioramento delle loro condizioni di vita. “Negli ultimi venti anni” ha spiegato il ministro, “sono stati investiti circa 6 miliardi di dollari, il ché ha comportato una significativa diminuzione della povertà e della disoccupazione tra gli IDPs. Fino ad ora, oltre 250.000 IDPs hanno ricevuto nuove case e appartamenti. Tuttavia, le misure summenzionate non sono considerate un’integrazione locale permanente, poiché il ritorno volontario nei luoghi di origine in sicurezza e dignità è considerato dagli IDPs come l’unica opzione preferibile. A questo proposito, il governo dell’Azerbaigian ha sviluppato un programma di rimpatrio completo chiamato “Grande ritorno” per consentire agli sfollati di esercitare il loro diritto di tornare in patria, in sicurezza e dignità e di accedere alle loro proprietà, non appena l’Armenia ritirerà le sue truppe dai territori dell’Azerbaigian sotto occupazione”.

Il ministro ha anche ricordato che non siimage1 può permettere che la sofferenza umana venga sfruttata per fini illegali, anche nel caso dei migranti. Esempio di questo sfruttamento, ha evidenziato Mammadyarov, è il tentativo di ricollocare gli armeni dalla Syria nei territori dell’Azerbaigian occupati dall’Armenia, in una grave violazione del diritto umanitario internazionale, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra e dei protocolli aggiuntivi del 1949. Queste politiche e le pratiche attuate dall’Armenia nei territori occupati, compresi i tentativi di mutare le caratteristiche economiche, culturali e demografiche dei territori occupati, dimostrano, secondo il ministro, l’intenzione di impedire alla popolazione azerbaigiana espulsa il ritorno nelle proprie case e la volontà di proseguire ulteriormente con l’annessione dei territori azerbaigiani. “Vale la pena ricordare”, ha rammentato Mammadyarov, “che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nella sua sentenza sul caso Chiragov e altri contro Armenia, ha affermato il diritto dei profughi interni di tornare nelle loro case e ha richiesto il rispetto del diritto umanitario internazionale e delle norme in materia di diritti umani relative alla proprietà”. La Corte ha sottolineato che i negoziati in corso all’interno del Gruppo Minsk dell’OSCE non forniscono una giustificazione legale per l’interferenza con i diritti degli IDPs azerbaigiani, e ha ricordato gli obblighi dell’Armenia verso gli azerbaigiani che sono stati costretti a fuggire durante il conflitto. “Di conseguenza, la sentenza della Corte mette in evidenza l’illegittimità di qualsiasi trasferimento di proprietà nei territori occupati”, ha concluso il ministro, invitando ad una condanna “dura” internazionale delle attività illegali nei territori azerbaigiani occupati, al fine di “minare seriamente le intenzioni della leadership dell’Armenia di consolidare lo status-quo, e favorire le prospettive di una soluzione pacifica del conflitto”.

A latere della Conferenza il ministro Mammadyarov ha incontrato Angelino Alfano, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica italiana e il Sindaco della città di Palermo Leoluca Orlando.

Durante l’incontro con il ministro Alfano le parti hanno espresso la loro soddisfazione per i rapporti di alto livello basati sulla reciproca comprensione, l’amicizia e il dialogo tra l’Azerbaigian e l’Italia, e hanno sottolineato l’importanza di visite reciproche di alto livello al fine di un ulteriore approfondimento delle relazioni.

Riferimenti da parte di Alfano al fatto che “l’Azerbaigian è un partner affidabile per l’Italia”, Angelino Alfano ha sottolineato che l’Italia attribuisce particolare importanza alla sua cooperazione con l’Azerbaigian in quanto paese secolare e moderato.

Evidenziando l’esistenza di relazioni strategiche di partenariato tra i due Paesi, Elmar Mammadyarov ha ricordato che l’Italia è uno dei partner più importanti dell’Azerbaigian nell’Unione Europea.

I ministri hanno sottolineato l’importanza strategica della cooperazione nel settore energetico tra i due paesi e, in questo contesto, hanno fatto riferimento al Corridoio Meridionale del Gas e ai progetti TANAP e TAP. Angelino Alfano ha rimarcato il significato del progetto TAP nella diversificazione delle forniture di gas e nel garantire la sicurezza energetica al suo paese.

Durante l’incontro è stato osservato con soddisfazione lo sviluppo complessivo della cooperazione tra i due paesi nei settori dell’economia, del commercio, della cultura, dell’istruzione-scientifico, del turismo e altri.

Elmar Mammadyarov ha toccato anche con il ministro Alfano il tema del processo di negoziazione per la soluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh.

Accennando alle priorità del suo paese durante la presidenza dell’OSCE del prossimo anno, Angelino Alfano ha ribadito che l’Italia sostiene gli sforzi per la soluzione pacifica del conflitto con la mediazione dei Co-Presidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE.
Anche l’incontro con il Sindaco della città di Palermo Leoluca Orlando si è svolto in un clima di cooperazione, in cui il Sindaco Orlando ha rammentato con soddisfazione il viaggio in Azerbaigian in qualità di membro del Parlamento italiano, i proficui incontri di alto livello svolti nell’ambito della visita e ha condiviso piacevoli ricordi nei confronti dell’Azerbaigian.
Al centro dei colloqui anche lo sviluppo delle relazioni tra Palermo e le diverse regioni dell’Azerbaigian e si è riflettuto sulle possibilità di scambio di esperienze nel settore del turismo, agricoltura, cultura e sulle notevoli opportunità di cooperazione in altri settori.

Carla Bassani

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