Politica estera

Published on Maggio 18th, 2016 | by admin

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VERTICE DI VIENNA: ACCORDO AZERBAIGIAN E ARMENIA PER UNA TREGUA NEL NAGORNO KARABAKH

Vienna – I presidenti di Armenia e Azerbaijan fanno un passo indietro rispetto alla prospettiva di una guerra aperta e raggiungono un accordo per il rispetto del cessate il fuoco nel Nagorno Karabakh. I due leader si sono incontratiSerge Sarkisian, Ilham Aliyev ieri a Vienna, in Austria, rispondendo alla convocazione del cosiddetto “Gruppo di Minsk”, formato da Russia, Stati Uniti e Francia. La tregua scongiura l’escalation delle violenze dopo i combattimenti di inizio aprile, i peggiori degli ultimi due decenni. Essa rappresenta, secondo gli esperti, “un successo diplomatico di Mosca e Washington; le due potenze globali si confermano grandi artefici degli equilibri sullo scacchiere mondiale”.

Lo sforzo della diplomazia internazionale avrebbe dunque spinto il presidente armeno Serž Azati Sargsyan e il presidente dell’Azerbaijan lham Aliev – che si sono incontrati per la prima volta dagli scontri fra gli eserciti – a rispettare la tregua nella regione contesa. I due fronti hanno anche confermato il proposito di riprendere i negoziati, da anni su un binario morto, per regolare le dispute territoriali. I colloqui dovrebbero iniziare dal prossimo mese di giugno.

Ethnic Armenian soldiers stand in a trench at their position near Nagorno-Karabakh's town of MartuniNegli scontri di inizio aprile, che hanno allarmato pure i vertici della Chiesa locale, sono morte almeno 110 persone, centinaia i feriti.

Al termine dell’incontro di ieri nella capitale austriaca sotto l’egida dell’Ocse, il segretario di Stato americano John Kerry, il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov e l’omologo francese Harlem Desir hanno diffuso un comunicato congiunto. Nella nota i leader delle maggiori potenze hanno “ribadito” che non vi può essere una “soluzione militare” al conflitto. I leader dei due Paesi, aggiunge la nota, “hanno rinnovato il loro impegno al cessate il fuoco e al regolamento pacifico della controversia”.

Il ministro russo Lavrov ha accolto con soddisfazione la tregua, sottolineando che “il compromesso è sempre possibile”. Oggi i leader mondiali si incontreranno, sempre a Vienna, per discutere della crisi siriana, nella speranza di raggiungere anche in questo caso un accordo per un cessate il fuoco duraturo.Accordo per cessate il fuoco in Nagorno-Karabakh tra Armenia e Azerbaigian

Alla vigilia dei colloqui sul Nagorno Karabakh, un alto funzionario americano ha affermato che l’accordo era “possibile” perché Russia e Stati Uniti hanno una posizione comune sulla controversia. A differenza della Siria in cui le due potenze mondiali hanno interessi contrapposti, con Mosca impegnata a difendere il governo (e il presidente Assad) e stati Uniti vicini alle opposizioni e ai gruppi ribelli. Dal 1994 l’OSCE continua invano a cercare una soluzione definitiva alla controversia che vede opposte Armenia e Azerbaijan e che, ad ogni istante, rischia di far esplodere questa polveriera del Caucaso.

(fonte: AsiaNews – Euronews)

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