AZ Embassy Rit 1 Il Tempo 5 ago2014 intervista Sadiqof

Published on agosto 5th, 2014 | by admin

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SI RAFFORZANO I LEGAMI POLITICI ED ECONOMICI FRA L’ITALIA E L’AZERBAIJAN

La recente visita nel nostro paese del Presidente Alyiev ha di fatto ulteriormente fortificato i già ottimi legami esistenti fra l’Italia e l’Azerbaijan. Una cooperazione non solo economica, come testimoniano l’infittirsi delle aziende del nostro paese nella Terra del Fuoco e gli oltre 700 visti rilasciati ogni anno dall’Ambasciata azera a quegli operatori economici che sulle rive del Mar Caspio stanno trovando nuove opportunità di business, ma anche e sopratutto di carattere, politico. L’obiettivo è quello di arrivare ad un maggiore appoggio ai massimi livelli istituzionali dato a Baku, anche dall’Unione Europea e per questo si sta puntando ad una pressione sull’Armenia affinchè si ritiri da Nagorno-Karabakh e dai 7 territori circostanti occupati. Ma andiamo con ordine.
Dal punto di visto economico, poche settimane fa e’ stata adottata la dichiarazione congiunta di partenariato strategico che riguarda anche e sopratutto settori vitali come quello energetico, su cui si gioca il futuro anche e sopratutto politico dei prossimi decenni. “E’ la naturale evoluzione dei rapporti già ottimi esistenti fra Italia ed Azerbaijan” – ha del resto, confermato l’ambasciatore azero, Vaqif Sadiqov che in un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Tempo“, ha anche evidenziato come “non necessariamente tutti i buoni rapporti esistenti fra paesi, possano poi trasformarsi in veri e propri accordi strategici“. Il Tempo 5 ago2014 intervista Sadiqof
Insomma, una corsia privilegiata che lega in maniera ancora più salda l’Italia con l’Azerbaijan, dal momento che lo stesso Sadiqov ha anche annunciato come “questa cooperazione darà luogo a frequenti incontri bilaterali ogni anno su temi come la sicurezza, la difesa, l’economia, la cultura anche con collaborazioni con Regioni, Province e Comuni“. Del resto, i legami fra Italia ed Azerbaijan sono abbastanza datati nel tempo, così come già abbiamo avuto modo di notare scorrendo le pagine de “Il Milione” di Marco Polo, o lo speciale rapporto esistente fra la città di Napoli e la capitale Baku. Rapporti che sono andati ulteriormente rinsaldandosi anche a livello politico, poiché l’Italia fu uno dei primissimi paesi a riconoscere l’indipendenza azera nel 1997 ed è in prima linea nella soluzione pacifica del dramma del Nagorno-Karabakh. Una guerra dimenticata da tutti che eppure dura da 22 anni, in cui l’Azerbaijan pur avendo dalla sua parte il dritto internazionale e la possibilità di ricorrere all’uso della forza contro l’Armenia, sta tenacemente perseguendo una soluzione pacifica della questione che non si presenta di facile soluzione. Per chi non lo sapesse, il Nagorno-Karabakh e’ una porzione di territorio azero, che da quasi un quarto di secolo e’ stato occupato militarmente dall’Armenia. Un milione di azerbaigiani tra rifugiati e profughi interni, costretti alla diaspora: sono queste le spaventose cifre di un conflitto su cui non c’è stata una sufficiente attenzione in questi anni, sia a livello politico che mediatico. E questo nonostante le dichiarazioni sull’integrità di quella parte di territorio azero, ottenute negli anni da paesi come Francia, Croazia ed Austria. La dichiarazione arrivata in tal senso anche dall’Italia nel suo semestre di presidenza europea, potrebbe segnare un decisivo passo in avanti verso la normalizzazione dei rapporti, per la verità assai tesi, esistenti fra Azerbaijan ed Armenia scongiurando la minaccia del ricorso alla guerra da parte di Baku.

Francesco Montanino

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