Cultura

Published on Ottobre 20th, 2015 | by admin

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IL MULTICULTURALISMO NUOVO PUNTO DI INCONTRO FRA ITALIA ED AZERBAIJAN

Venezia – Il multiculturalismo quale altro elemento accomunante che rinsalda ancora una volta i legami fra Italia ed Azerbaijan. Non poteva che essere la tradizionale porta verso l’Oriente, quella stessa Venezia quale suggestivo e simbolico Zohra Aliyeva - Ilham Mammadzade - Samir Allahverdi - Isakhan Valiyevluogo in cui ha avuto inizio la via della seta magistralmente raccontata da Marco Polo, il luogo ideale dove illustri esponenti del mondo universitario e delle istituzioni azere hanno discusso di un tema che sta assumendo una grande rilevanza, alla luce delle conseguenze soprattutto geopolitiche legate all’integrazione.

Si è tenuto oggi presso la Sala Berengo del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea della prestigiosa Università “Ca Foscari” del capoluogo veneto, l’interessante incontro Azerbaijani and Italian perspectives on multiculturalism. La bellissima cartolina costituita dallo scorrere del Canal Grande e del brulicare di persone del Ponte di Rialto che si scorgevano dall’aula, accoglieva i relatori che arrivavano alla spicciolata. I lavori iniziavano quindi con un piccolo ritardo, rispetto al programma.

Convegno Università Ca Foscari Venezia Azerrbaijan Italia Multicultutralismo AZNITA dare il benvenuto, il Vice Rettore dell’Università “Ca’ FoscariTiziana Lippiello che ha evidenziato come “la nostra facoltà è la prima ad aver promosso lo studio della lingua e della cultura azeri, ed è sempre stata in prima linea quando ha organizzato eventi riguardanti progetti di sviluppo e scambi culturali con questo paese. Compreso un viaggio culturale che abbiamo ideato insieme ai professori Frappi e Ferrari. Abbiamo preso parte ad un progetto europeo (“Mundus”, nda), con il quale 12 studenti azeri studiano attualmente nella nostra Università. Recentemente ho preso parte ad un incontro tenutosi all’Expo di Milano con il ministro della cultura Jabbarov e mi ha colpito molto il suo intervento incentrato sull’importanza del multiculturalismo, partendo dalla cooperazione interuniversitaria. In particolare, è stata incentrata l’attenzione sugli scambi culturali, partendo da quelli che riguardano gli studenti e la ricerca”.

Ha preso poi la parola, il Rappresentante dell’Ambasciata dell’Azerbaijan in Italia, Samir Allahverdiyev: “Vorrei esprimere – ha esordito – la mia soddisfazione per l’ampliarsi Samir Allahverdi - Isakhan Valiyevdelle occasioni di incontro anche culturali fra i nostri paesi. Il mio auspicio è questi momenti possano contribuire ad ampliare ulteriormente i già ottimi rapporti diplomatici esistenti, anche con le città italiane. È un legame che è iniziato nel 1918 con l’attività dell’ambasciata italiana a Bakù, soprattutto per quel che riguarda la cultura. Proprio questo aspetto ci sta molto a cuore, perché nel nostro paese convivono importanti religioni e culture come quelle islamiche, cristiane, ebraiche ed ortodosse. Vorrei sottolineare come la nostra posizione geografica sia non solo un ponte fra due grossi continenti come Europa ed Asia, ma fra civiltà. E questo ci ha permesso di essere un nodo cruciale per gli scambi interculturali, come confermano i tanti eventi culturali quali mostre, convegni, workshop di libri, cinema e concerti, che ogni anno organizziamo. Ricordo come i ministri dell’istruzione dei nostri paesi, abbiano recentemente concordato sull’esigenza di aumentare ancora gli scambi universitari e culturali, per rendere – ha quindi concluso – sempre più solidi i nostri legami”.

Ilham MammadzadeIl direttore dell’Istituto di Filosofia e Diritto dell’Accademia Nazionale Azera delle Scienze, Ilham Mammadzade ha evidenziato come “il tema del multiculturalismo sia per certi versi strano, ma richieda uno sforzo teorico. Mi piace qui ricordare le iniziative che abbiamo intrapreso con l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, ed in particolare con il Vice Rettore Lippiello ed il professor Frappi. Abbiamo creato i centri per il multiculturalismo a Bakù perché riteniamo debba essere presente non solo all’interno di ciascun paese ma anche nelle relazioni fra stati. Il centro multiculturale dell’Azerbaijan dell’Accademia Nazionale delle Scienze, questo sta provando a fare già da diversi anni, con un progetto interessante che coinvolge paesi come Lituania, Repubblica Ceca e tanti altri, nelle cui università sono stati istituiti corsi di lingua e cultura azeri. I nostri professori – ha puntualizzato – collaborano attivamente a questi progetti. Il 16 novembre è il giorno della tolleranza ed io stesso partecipo ad un corso sul multucultarismo a Sumqayit, a 40 chilometri da Bakù. Il presidente della nostra accademia sta prestando grande attenzione a questo progetto, e per questo motivo ci occupiamo di questi inter e transdisciplinari, oltre che di multiculturalismo. Lo scorso anno abbiamo avuto una scuola estiva che si è occupata di problematiche legate all’interdisciplinarietà ed al diritto. I nostri Tiziana Lippiello - Vice Rettore Università Cà Foscari Veneziastudiosi hanno rivolto tutti i loro sforzi per il multiculturalismo e stiamo parlando di esperti che hanno varie estrazioni culturali come filosofi, giuristi ed anche di esperti di aree diverse. Partecipano in modo molto attivo alle nostre iniziative, e sono coinvolti in progetti che abbracciano tanti ambiti”.

Mammadzade ha poi incentrato il proprio discorso sui controversi rapporti fra sciiti e sunniti che tormentano il variegato mondo islamico ed anche di ciò che si sa del nostro paese in Azerbaijan. “Stiamo preparando – ha confermato – delle antologie sul multiculturalismo, ed in particolare delle relazioni esistenti fra le religioni che convivono pacificamente e costruttivamente nel nostro paese. Ma l’aspetto più interessante riguarda la convivenza fra sciiti e sunniti che come sapete sono in guerra in diversi paesi. Anche se non sempre è così, perché nel nostro paese vanno d’accordo e di questo bisogna senz’altro ringraziare il presidente Alyiev che sin dall’inizio del suo mandato ha sempre cercato di favorire il dialogo ed i momenti di incontro per tutte le comunità presenti in Azerbaijan. Per quanto riguarda l’Italia, sappiamo che il Nord è molto vicino culturalmente alla Germania, il Sud ha invece risentito delle influenze arabo-normanne mentre Venezia ha una storia a se stante. Quel che è certo – ha concluso – è che da voi esistono culture e popoli profondamente diversi”.

Il professor Giampiero Bellingeri, docente di Turcologia del dipartimento degli studi asiatici e nordafricani dell’Università “Ca Foscari” ha alternato il proprio intervento in italiano ed azero, osservando come “il multiculturalismo è destinato a rappresentare il futuro. Cito la mia esperienza perché quando parlo in azero, mi accorgo che sostanzialmente c’è una base turca che accoglie in maniera armonica ed armoniosa anche espressioni semitiche. Parliamo di fonemi che sorreggono armonie vocaliche anche per lingue come quelle arabe e persiane, che invece non ne posseggono. Le ragioni per frequentare questo affascinante paese – ha ricordato – datano un’origine molto antica, se pensiamo a Venezia ed alla via della seta che erano di tre qualità diverse. Dai manoscritti Prof. Antonio Rigopoulosrinvenuti, abbiamo scoperto che la prima tipologia di questo tessuto pregiato, lavorata nella provincia di Siroan, era la Siechi, la cui qualità era media. Poi c’erano le Chanarvi e già il livello si alzava. Infine, c’era la Thalai: seta d’oro, ovvero quella di migliore qualità. Le sete erano spedite da Mamutava, che era il luogo preposto al commercio di questa merce così preziosa. Il multiculturalismo ha tracciato i rapporti fra i nostri paesi già da diversi secoli, anche perché sin da allora in Azerbaijan convivevano etnie e culture diverse. La terra del fuoco, non dimentichiamolo, è ponte non solo fra Europa ed Asia ma anche e soprattutto al suo stesso interno”.

La prima sessione dei lavori è stata conclusa dalla relazione del professor Antonio Rigopoulos, docente di Studi Indiani dell’ateneo veneziano, che ha citato quale esempio di multiculturalità, la situazione dell’India. “L’India, o per meglio dire il subcontinente indiano – ha osservato –, ha la caratteristica di avere al proprio interno tante lingue ufficiale, quante sono le regioni che la compongono. Certo c’è l’Hindi, ma non solo. Pensiamo allo stato di Maharashtra che ha come capitale Bombay (Mumbai, nda) che ha quasi la stessa estensione dell’Italia ma con popolazione doppia,Prof. Aldo Ferrari se pensiamo ai circa 120 milioni di abitanti. Ebbene, l’hamarati ha la dignità di vera e propria lingua. Così come nella regione dell’Andhra Pradesh si parla la lingua telugu che è conosciuta da quasi 200 milioni di persone. Con questo voglio dire che in India, ciascun abitante ha la padronanza di quattro lingue nazionali, oltre naturalmente all’inglese. E tale situazione si riflette anche sul contesto multi-religioso che inevitabilmente tira in ballo il multiculturalismo, poiché da secoli in questo paese sono presenti numerose, differenti religioni. Induismo, sikkismo, buddismo, zoroastrismo, cristianesimo, ebraismo ed anche islam come testimoniano i circa 250 milioni di musulmani che vivono in India. La stessa religione induista è di per sé un interessante caleidoscopio di sfumature, e dunque si commette un errore quando si tende a non coglierne gli aspetti multi-culturalistici. Vi sono 5 componenti dell’induismo che vanno analizzati in maniera dinamica e non più statica, com’è sempre avvenuto, secondo una logica improntata sul confronto. come gli antichi testi della tradizione indiana – i veda – che rappresentano la parte bramanica e che sono oggetto di studio per qualsiasi indiologo. Poi c’è la parte sanscrita che è fondata sul primato dell’esercizio ascetico e della conoscenza, al contrario di quella bramanica che invece valorizza il sacrificio. E questo ha creato un certo attrito, fra le correnti di pensiero buddhista e bramanica. Il terzo aspetto riguarda le relazioni emozionali, ed in particolare l’amore che compone l’induismo popolare. Le ultime due sono forse le più importanti anche dal punto di vista multiculturale, e sono l’elemento folclorico che ha messo sempre al centro di tutto il villaggio in cui sono presenti realtà che andrebbero studiate in maniera separata; ed infine la religiosità tribale, eredità degli abitanti originari del subcontinente. Pensate che, ancora oggi, un sesto della popolazione che compone l’India è composto da tribù. Ed i politici se ne ricordano Isakhan Valiyevmolto bene, quando arriva il momento delle elezioni. In ogni stato del subcontinente indiano, esistono molte comunità tribali ognuna con la propria lingua, cultura e tradizione religiosa. È nell’India di nord-est che si concentrano maggiormente, anche se sono sparse un po’ a macchia di leopardo. Per questo motivo – ha poi concluso – la Costituzione Indiana del 1950 ha sancito la laicità e dunque il multiculturalismo di questo paese, che è considerato una ricchezza ed un valore”.

L’elemento della multiculturalità manca però all’interno del nostro paese, così come ha fatto opportunamente notare il professor Aldo Ferrari, docente di Studi Caucasici della “Ca Foscari”. “Non so se questo discorso del multiculturalismo possa essere allargato anche al nostro paese – ha evidenziato – considerando che l’unità d’Italia è avvenuta oltre 150 anni fa. Piuttosto potremmo parlare di Zohra Aliyevaun regionalismo assai spinto, dal momento che le differenze fra le due parti del paese continuano ancora oggi ad esistere. Per quello che riguarda i rapporti collaborativi fra la nostra facoltà e l’Azerbaijan, la nostra intenzione è quella di mandarvi i nostri docenti e gli studenti con maggiore frequenza, anche in futuro”.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti dapprima con la proiezione di un filmato in inglese che ha ripercorso gli storici legami che uniscono la città di Venezia con la Terra del Fuoco ed il repentino processo di sviluppo portato avanti dal Presidente Aliyev anche sul delicato aspetto del multiculturalismo.

Poi la discussione si è incentrata su temi di carattere squisitamente filosofico, con gli interventi di Zohra Aliyeva, direttore delle Relazioni Internazionali dell’Istituto di Filosofia e Diritto dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaijan, di Aldo Ferrari dell’Università Ca’ Foscari, di Zemfira Mammadzada ricercatore del Dipartimento di Relazioni e Diritto Internazionale dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaijan ed infine di Isakhan Valiyev, Direttore del Dipartimento di Criminologia dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaijan.

Francesco Montanino

 

 

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