Cultura

Published on Ottobre 22nd, 2015 | by admin

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IL MODELLO MULTICULTURALE DELL’AZERBAIJAN

Il 20 ottobre si è svolto a Venezia il Convegno “Azerbaijani and Italian perspectives on multiculturalism”. Il multiculturalismo quale elemento che rafforza i legami tra Italia e Azerbaigian è stato il tema cruciale dell’interessantissima Padiglione Azerbaigian - Biennale Arte Veneziaconferenza svoltosi presso la Sala Berengo del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea della prestigiosa Università “Ca Foscari” di Venezia. L’Azerbaigian è un modello politico e antropologico di confronto tra diverse religioni. La considerazione cardine è che il paese presenta un’alta percentuale di credenti musulmani e contemporaneamente delle istituzioni e una struttura sociale profondamente laica che fa del dialogo culturale e del confronto religioso un momento di incrocio e non di scontro.  Le differenze etniche e religiose causano violenza diffusa su larga scala in società tribali; ma in altri casi è esattamente l’impostazione dello Stato su un’interpretazione politica di una religione a costituire violenza. Nel mondo islamico ci sono regioni che hanno problemi specifici, che non si possono certamente risolvere solo con le “buone pratiche”: centinaia di milioni di Secularism and Multiculturalismpersone sopravvivono in condizioni di estrema povertà e necessitano di piani di sviluppo in molti settori, mentre in alcuni casi è la formula politica dei regimi al potere ad essere impostata sull’integralismo e sull’intolleranza. L’Azerbaigian sembra aver trovato soluzione alle problematiche della povertà diffusa poiché ha conseguito gli obiettivi di riduzione della povertà e di sviluppo umano stabilite entro la fine del 2015, concordati nel 2000 con l’Organizzazione delle Nazioni Unite, nel quadro dei cosiddetti “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” (OSM). Il paese ha una Costituzione che si proclama “laica” e che garantisce la massima neutralità dello Stato in materia religiosa e in libertà di credo e professione. I simboli religiosi non sono presenti nelle strutture pubbliche, dai TribunaliBaku alle scuole. In Azerbaigian, nonostante una popolazione che per il 91% si dichiara musulmana, convivono senza problematiche molte minoranze etniche e religiose a cui lo Stato offre un uguale tutela. Nella capitale, Baku, vi sono cinque moschee, tre sinagoghe, una chiesa cattolica e una protestante.  “Si vedono più burqa e veli femminili a Parigi, Londra, Berlino e Roma che a Baku, eppure la nostra popolazione, che conta 10milioni di persone, è al 90, 95% musulmana, di cui gli sciiti sono l’80, 85%, mentre i rimanenti sono convegno Ca Foscari Venezia Azerrbaijan Italia (2)sunniti” ha recentemente dichiarato l’ambasciatore in Italia dell’Azerbaigian Vaqif Sadiqov.  Gli esponenti istituzionali cercano di partecipare senza alcuna preferenza a tutte le festività religiose che hanno corso durante l’anno. Il Papa Giovanni Paolo II, il 22 Maggio 2002, dall’Azerbaigian urlò al mondo: “Da questo paese, che conosce la tolleranza come valore preliminare di ogni sana convivenza civile, vogliamo gridare al mondo: Basta con la guerra in nome di Dio!”. L’Azerbaigian risulta essere un interessantissimo modello di tolleranza religiosa. Un modello anche giuridico che dovrebbe essere maggiormente al centro di specifici studi e di monitoraggi, anche per comprenderne a fondo gli aspetti da poter esportare in stati e luoghi problematici.

Domenico Letizia

Domenico Letizia

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