Turismo Xinaliq - Azerbaijan

Published on ottobre 24th, 2015 | by admin

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GLI STUDENTI “ERASMUS MUNDUS”: “VI RACCONTIAMO LA NOSTRA ESPERIENZA DI VITA IN AZERBAIJAN”

Dei rapporti molto buoni esistenti fra l’Italia e l’Azerbaijan, le cronache sono ormai piene. I contatti istituzionali fra i due paesi in questi ultimi anni si sono notevolmente intensificati, così come anche noi abbiamo a più riprese testimoniato. flame towersSoprattutto da quando la Terra del fuoco ha assunto un’enorme importanza nello scacchiere internazionale, grazie all’abbondanza delle proprie risorse naturali che hanno influito moltissimo nel suo processo di sviluppo.

Un aspetto del quale però poco o nulla è stato sinora raccontato, riguarda senz’altro gli scambi culturali fra questi due paesi lontani solo geograficamente, ma molto vicini se pensiamo ad esempio all’arte o alla musica. In particolare, sono assai vivaci e proficui i rapporti fra le facoltà universitarie dei due paesi. Basti pensare, a progetti come l’Erasmus Mundus che ogni Teatro dell'Operaanno permettono a molti studenti europei di incrementare il proprio bagaglio personale e professionale, vivendo in realtà lontane anche migliaia e migliaia di chilometri dalla propria.  Com’è stato ad esempio il caso di Marco Lisiero e Francesco Ricapito, due studenti della prestigiosa Università “Ca’ Foscari” di Venezia, che per 10 mesi sono stati a Baku e che ci raccontano in questa lunga intervista la loro esperienza anche di vita, vissuta in questo straordinario ed affascinante paese.

Quali sono state le cose che ti hanno maggiormente colpito durante questi dieci mesi trascorsi in Azerbaijan, grazie al progetto “Erasmus Mundus”?

  • Marco: “Per prima cosa vorrei precisare cos’è l’Erasmus Mundus. Il progetto Erasmus è un programma di mobilità studentesca dell’Unione Europea. Esso è stato pensato per Marco Lisieroincoraggiare i giovani europei a seguire parte dei loro studi in un ateneo straniero, rimanendo su suolo europeo, in un’ottica di scambio interculturale. Il Mundus presenta l’impianto dell’Erasmus classico ma propone una novità: le università consorziate, come un ponte trans-europeo, sono sì espressione del mondo accademico europeo ma, ed è questa la novità precipua, rappresentano anche realtà accademiche di Stati con cui l’Unione Europea intraprende una “Politica di Vicinato”. Amo ripetere che, oltre al sistema Schengen, che azzera le barriere tra gli Stati membri per i cittadini dell’Unione, il progetto Erasmus – e nella fattispecie la sua evoluzione dell’Erasmus Mundus -, rappresentano uno dei più grandi obiettivi raggiunti dall’Europa i cui benefici sono lì da vedere. Dell’Azerbaijan mi hanno colpito molte cose. Come nella musica, se leggiamo le singole note di uno spartito, e non la loro interrelazione, non ne coglieremo mai la sinfonia. Allo stesso modo il viaggiatore disvela molte realtà dell’Azerbaijan che vanno lette nella medesima direzione. Anzitutto i forti contatti con il mondo turanico. L’elemento turco-etnico, in un Paese che fino al 1991 era una Repubblica sovietica, è lampante e per certi versi sconvolgente. Secondariamente, lo straniero coglie l’apertura del Paese subcaucasico verso l’esterno, vivendo una nuova fase che definirei “in uscita”. L’Azerbaijan ha capito che è giunto il momento di mostrare al mondo i propri muscoli, altro non sono che i gioielli di famiglia, le risorse energetiche in primis”.
  • Francesco RicapitoFrancesco: Da dove cominciare? Sono molte le cose ho imparato e quelle che mi hanno colpito in questi dieci mesi. Una su tutte è forse la grande ospitalità del popolo azerbaigiano. Ospitalità che ho poi scoperto essere una caratteristica comune a tutti gli abitanti del Caucaso. Soprattutto nelle zone rurali, ma anche a Baku vige un rispetto incredibile verso qualsiasi tipo di ospite, stranieri in particolare. Mi è capitato molte volte di entrare in case locali e di essere trattato veramente con i guanti di velluto. Questa ospitalità è simbolizzata benissimo dal tè, bevanda nazionale e che viene subito offerta all’ospite senza nemmeno chiedere. Sono stato inoltre molto colpito dalla curiosità che molto spesso le persone dimostrano verso gli stranieri. Sono molto interessati a sapere da dove vieni, cosa ci fai in Azerbaijan e anche cosa ne pensi della loro terra. Poi sono rimasto letteralmente stregato da Baku, una città già moderna ma che sta continuando a svilupparsi ed in cui si respira un’atmosfera dinamica e vivace. In verità colpiscono anche le differenze che ci sono tra Baku e il resto del paese ma si tratta di problemi che verranno probabilmente risolti in futuro. Un’ultima cosa che mi ha colpito particolarmente è la grande varietà naturalistica dell’Azerbaijan. Il paese in sé è piccolo, ma possiede una varietà paesaggistica incredibile e straordinaria, che riesce a ripagare benissimo coloro che hanno il coraggio di esplorarlo”.

Come hai vissuto la preparazione di eventi particolarmente importanti come i Giochi Europei?European Games

  • Marco: “Sono arrivato in Azerbaijan agli inizi dell’ottobre 2014. Ho colto da subito i ritmi febbrili della macchina organizzativa che era ormai nella sua fase finale. In un certo senso, ho vissuto il “meglio” dei Giochi Europei partecipandovi con grande interesse. La risposta azera agli standard internazionali non è stata disattesa. Il Paese è uscito vincente da una grande scommessa: rompere il rigido schematismo post-sovietico per emergere nei suoi nuovi tratti di originalità e freschezza. C’è da dire che questo è stato reso possibile tramite l’apporto di professionisti stranieri, tra cui molti italiani. Durante la cerimonia di conclusione dei Giochi, Mehriban Aliyeva, first lady e Presidente del Comitato promotore ribadì a chiare parole come per l’Azerbaijan fosse arrivato il momento di aprirsi all’Europa. Personalmente lessi queste parole con grande fiducia. Vedremo gli sviluppi di una tale affermazione”.
  • Il viaggio in Azerbaijan di Marco Lisiero e Francesco RecapitoFrancesco: Baku negli ultimi anni ha spesso ospitato degli eventi importanti, basti pensare al Eurovision Song Contest del 2012. Io personalmente sono arrivato a Baku nel settembre 2014 e me sono andato a giugno 2015, una settimana prima dell’inizio dei Giochi Europei. Anche se non ho avuto modo di vedere la città durante lo svolgimento di questo evento, ho potuto comunque osservare come si questa si preparava. Gli azeri ci tengono molto a questi eventi perché li ritengono fondamentali per promuovere la conoscenza del loro paese nel mondo. La cura che ci hanno dedicato, insieme ai grandi investimenti finanziari ed anche umani che hanno fatto, ne sono una grande dimostrazione. Nei mesi precedenti ai giochi ci sono stati una serie di piccoli eventi diciamo “preparatori” che hanno contribuito a far entrare la popolazione nella spirito giusto. Ho anche avuto modo di conoscere molti stranieri che lavoravano appunto a Baku nel comitato organizzatore ed è stato bello vedere come una grande squadra di persone provenienti da così tanti paesi diversi sia alla fine riuscita ad organizzare il tutto. Personalmente sono stato contento di vivere per un periodo in una città che è considerata come una delle più dinamiche e interessanti degli ultimi anni, ed anche di farlo nel periodo di preparazione ad un grande evento come i Giochi Europei”.

In cosa l’Azerbaijan è simile al nostro paese? Ed in cosa invece è diverso?Sudur Valley 2

  • Marco: “L’Azerbaijan è un Paese dai forti connotati identitari. Gli azeri sono un popolo orgoglioso. Durante il mio soggiorno ho colto la posizione monolitica del Paese, il che è una buona cosa per la vita degli Stati. In questo senso, l’Azerbaijan assomiglia all’Italia. Azerbaijan e Italia conoscono la loro storia e cultura, si fanno portatori di un’identità specifica. Noi italiani siamo famosi in tutto il mondo per il nostro tratto personale, risultato di una cultura aperta all’esperimento e alla novità (non è forse questo il Rinascimento italiano?) Anche gli azeri stanno dimostrando una propensione di questo tipo. Ciò che ci distingue è la tempistica. Se in Italia il processo auto-identitario è ben rodato, in Azerbaijan è alle fasi iniziali, per ovvie ragioni storiche, ma avviato”.
  • Afurca Village local peopleFrancesco: Domanda difficile. L’Italia e l’Azerbaijan sono due paesi con delle storie molto diverse, anche se entrambi sono stati per secoli invasi da conquistatori stranieri che hanno tutti lasciato qualche segno del loro passaggio. Forse perché sono tornati ad essere indipendenti solo 20 anni fa, gli azeri hanno dei sentimenti patriottici più forti dei nostri, una cosa che sicuramente è causata anche dall’ancora irrisolto conflitto con l’Armenia. Una passione che ci accomuna è sicuramente quella per la tavola e il cibo. Andare ad un matrimonio azerbaigiano è una vera e propria gara di resistenza e devo dire che anche la qualità e la varietà dei loro piatti per molti versi mi ricorda l’Italia. La passione per il calcio è un’altra caratteristica comune, così come quella per le belle automobili”.

Che ricordo hai della cucina azera?

  • Marco: Gli studenti Erasmus sono famosi per i loro “test” culinari, e gli italiani fanno spesso da giudici. Devo dire che l’Azerbaijan ha superato la prova. Il saj (un piatto di carneSaj-cooked chicken with vegetables assortita con verdura stufata), i dolmà (i famosi involtini di carne trita e foglie di vite), il kabab nazionale, sono tutti piatti prelibati. Nelle vie periferiche della capitale Baku i fumi dei grill permeano l’aria. Tornare a casa a tarda notte e sentire questi odori è una sensazione che scorderò difficilmente”.
  • Culinary  to South zone of AzerbaijanFrancesco: “Per un italiano che vive all’estero il cibo è spesso causa di numerose lamentele e forti sentimenti nostalgici. Tuttavia la cucina azerbaigiana, anche se poco conosciuta, è assolutamente di primo livello e rispecchia bene la diversità culturale del paese. In essa vi si possono ritrovare tradizioni assolutamente differenti come quella russa, quella turca o quella iraniana: il kebab è uno dei più comuni cibi da strada ma ne esistono di moltissime varietà, che certo non sfigurano nei ristoranti. Il riso, soprattutto il plov (una specie di riso pilaff) è lo stesso molto comune, zuppe come il borsh o quella di lenticchie sono consumate quotidianamente così come dolci come la baklava. Una caratteristica comune a tutti questi piatti è la freschezza degli ingredienti. L’Azerbaijan è un paese piccolo ma con una grande varietà climatica, di conseguenza la varietà di frutta e verdura è enorme e la loro freschezza molte volte è superiore a quella dei prodotti che si possono trovare in Europa. Certo molto spesso le patate hanno qualche ammaccatura e le mele nono sono perfettamente tonde, ma il sapore è assolutamente eccellente. Lo stesso vale per altri prodotti come il formaggio o il pane, soprattutto nelle zone montuose dove la gente vive ancora i piccoli villaggi lontani dalle grandi città mi è capitato di assaggiare formaggi di una freschezza incredibile e del pane fatto in casa veramente ottimo”.

Che considerazione hanno gli italiani degli azeri?Baku, former president Heydar Aliyev's grave

  • Marco: “Gli italiani tengono gli azeri in buona considerazione. Per quello che ho potuto vedere, il lavoro diplomatico della nostra missione a Baku è ben strutturato e tocca le corte intime del popolo azerbaigiano. Inoltre, il reticolo delle imprese italiane operanti su suolo azero non esula dal fattore territoriale ma esprime il genio della Nazione in un’ottica inclusiva. Più di una volta mi è capitato di partecipare a un evento organizzato per il pubblico azero e ho colto la ricerca di sintonia tra i due popoli”.
  • Francesco: La cruda verità è che molto spesso l’italiano medio non sa nemmeno dove si trovi l’Azerbaijan. Mi è capitato molto spesso di dover spiegare ad amici, parenti, Baku, the Boulevardcolleghi o anche durante colloqui di lavoro, dove si trovasse questo paese. Quelli che sanno qualcosa molto spesso hanno solo delle idee generali riguardo alla storia del Caucaso o dell’Unione Sovietica. Ad ogni modo, le persone che invece sono più informate e che magari ci sono state, in genere vedono l’Azerbaijan come un paese interessante e sorprendentemente moderno. Anche se notano che è governato da una semi dittatura che molto spesso usa il pugno di ferro per zittire qualsiasi tipo di opposizione. Inoltre molto spesso il fatto di essere uno stato cui la religione ufficiale è l’Islam porta a conclusioni troppo affrettate, l’Azerbaijan sarà anche ufficialmente islamico ma non ha le restrizioni di altri paesi islamici come Arabia Saudita o Iran. Gli italiani che hanno conosciuto qualche azero in genere hanno delle opinioni positive: vengono reputati persone gentili, cordiali e molto socievoli. In generale c’è molta poca conoscenza dell’Azerbaijan in Italia. Anche se negli ultimi anni sono sorti in Italia numerosi centri di studio o di ricerca sul Caucaso e sull’Azerbaijan, è quindi probabile che in futuro più persone conosceranno qualcosa della storia e della cultura di questo paese”.

Quali posti consiglieresti a chi per la prima volta si appresta a visitare questo paese?Sudur Valley una piccola moschea

  • Marco: Ho girato il Paese in lungo e in largo, dalla catena del Caucaso minore nel distretto di Gabala alle propaggini caspiche della penisola di Abšeron, come la zona di Merdaken, dove c’è un bellissimo faro che si specchia sulle acque del mar Caspio. Consiglio anche la zona montuosa di Khynalyk e Laza. Senza trascurare le ridenti cittadine di Gäncä, Barda e il distretto di Zaqatala dove c’è un’antica chiesa albana, presso il paesino di Kiš, le cui fondamenta si dice siano state gettate da Eliseo in persona, successore dell’apostolo Giacomo. Infine Baku. Di questa bellissima capitale consiglio lo splendido Boulevard con i prestigiosi hotel e i rinomati ristoranti, la zona periferica con i petroglifi di Gobustan e l’iscrizione romana datata 100 d.C., la piazza della bandiera e naturalmente le avveniristiche Flame Towers. Senza dimenticare l’Atašgah, antico luogo di culto dello zoroastrismo, e la Torre della Vergine nell’incantevole città vecchia di Baku, che recenti studi dicono essere un ancestrale osservatorio astronomico”.
  • Xinaliq, the local museumFrancesco: Baku è ovviamente la meta più consigliata, anche per motivi pratici dal momento che il suo aeroporto è il più grande e meglio servito del paese. Il mio consiglio però è di non fermarsi a visitare solo i suoi splendenti grattacieli e il suo centro moderno. Per capire veramente l’Azerbaijan bisogna anche uscire da Baku. Nelle sue vicinanze ci sono numerose attrazioni interessanti, mi viene in mente Yanar Dag, piccola collina sul cui versante si trova un fronte di fuoco alimentato dal gas naturale del sottosuolo, o anche Ateshgah, antico tempio costruito su un luogo che per secoli è stato meta di pellegrinaggi dei seguaci di Zoroastro. A circa un’ora da Baku si trova una riserva naturale con dei bellissimi petroglifi scolpiti nella roccia e soprattutto uno dei più grandi gruppi di vulcani di fango al mondo, un curiosissimo fenomeno naturale molto raro e molto suggestivo. Per chi ha più tempo a disposizione consiglio caldamente una gita a nord, tra le montagne del Caucaso Maggiore; qui è possibile visitare i villaggi di montagna di Laza e Xinaliq dove il tempo sembra essersi fermato. Incastrati in selvagge vallate e circondati da impervie montagne questi villaggi nei secoli furono talmente isolati che svilupparono una loro lingua che oggi è ancora parlata. Oggi c’è anche la possibilità di farsi ospitare nella casa di qualche famiglia locale ed è un’esperienza assolutamente unica e che consiglio a chiunque ami le destinazioni meno battute”.

Dal punto di vista umano e professionale, cosa è cambiato per te dopo questa importante esperienza formativa?Azerbaijan

  • Marco: “Uno studente Erasmus parte per raggiungere qualcosa, non sa esattamente cosa, ma parte. La prima auto-rappresentazione, in parte fugata, è di tornare cambiati. Si parte e si torna quelli di prima, la carta d’identità di certo non cambia. Eppure, si è consapevoli che vivendo e studiando in una realtà diversa dalle proprie abitudini tempri lo spirito e rafforzi la consapevolezza delle proprie qualità. È questo il dato fondamentale. Se una persona torna senza un osso rotto, è perché non solo è riuscita nel suo intento mettendosi in gioco, ma ha scoperto lati di sé che prima non conosceva, probabilmente vincendo grazie a questi ultimi. L’Azerbaijan, per la sua specificità, ha stimolato in me questo processo di agnizione. Una realtà di per sé complicata non mi ha fatto arroccare sulle mie posizioni ma mi ha spronato all’apertura e all’incontro. È questo l’obiettivo raggiunto a me più caro”.
  • Xinaliq - Azerbaijan 2Francesco: Vivere all’estero per un periodo prolungato è sempre un’esperienza che dà l’occasione di crescere sia personalmente che professionalmente. Io sento di aver imparato moltissimo su un paese e una regione di cui prima non sapevo quasi nulla. Ho capito molte cose della loro cultura e delle loro tradizioni e ho avuto modo di entrare in contatto con persone da molti paesi diversi, il che è sempre una fonte di arricchimento incredibile. Credo fermamente che per il mio ambito di studi, che è relazioni internazionali, quest’esperienza sia stata fondamentale e credo anche che tornerà ad essere utile in futuro. Viaggiare permette di ampliare la propria mentalità e anche di mettersi alla prova in contesti totalmente diversi da quelli a cui si è abituati, sono capacità che possono essere acquisite solo con la pratica e che non si possono studiare, per questo le ritengo molto preziose”.

Tornerai in futuro in Azerbaijan?Khiva in Azerbaijan

  • Marco: “Certamente. Non escluso un mio coinvolgimento lavorativo nel Paese, laddove ci fosse la possibilità. Serbo nella memoria i bei momenti passati e penso a quelli futuri. E poi in Azerbaijan c’è ancora tanto da vedere…”
  • Francesco: “Mi piacerebbe molto tornare, sì. Se non sarà per motivi di lavoro, sicuramente un giorno tornerò per salutare qualche amico che ho lasciato là e anche per visitare un paio di posti che purtroppo non ho avuto modo di vedere durante l’Erasmus. Essendo Baku una città in rapida evoluzione sarà sicuramente interessante per me vedere cosa sarà cambiato e cosa invece no”.

 

Interviste curate da Francesco Montanino

Baku, Martyr's LaneBaku, carpet museumBaku, Shirvanshahs PalaceSuraxani, Ateshhgah, The Fire Temple Baku, the second tallest flagpole in the worldBuzovna, Ali AyagiBuzovnaSuraxani, Ateshhgah, The Fire Temple 1Sudur Valley azerbaijan map

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