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Published on ottobre 6th, 2016 | by admin

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AZERBAIGIAN: IL PAESE DEL “FUTURO REMOTO”

Baku – L’Azerbaigian, il Paese che “non ti aspetti“, ma di cui un’attimo dopo averlo visitato, ti spieghi il rapido successo, nell’arco di una settimana ha ospitato due grandi e storici eventi che lo5th Baku International Humanitarian Forum - 2 hanno posto all’attenzione mondiale dei media e degli osservatori. Prima il “V Forum Internazionale Umanitario di Baku“, organizzato nella meravigliosa sede dell’Heydar Aliyev Center, un vero e proprio monumento d’arte moderna, simbolo del dialogo tra i popoli e le culture, disegnato dall’architetto irachena Zaha Hadid e poi, a distanza di un giorno, la visita storica del Papa.

Il Forum Internazionale Umanitario di Baku è l’evento annuale che riunisce illustri rappresentanti dell’élite politica, scientifica, del giornalismo e culturale della comunità mondiale, tra cui famosi statisti, vincitori di premi Nobel in vari ambiti della scienza e leader di influenti organizzazioni internazionali, il cui scopo è il dialogo e lo scambio di opinioni su un’ampia gamma di questioni globali, nell’interesse di tutta l’umanità.

Zaha_Hadid_Cultural_Center in BakuA questa edizione hanno partecipato oltre 400 rappresentanti di 80 paesi.  Nella giornata inaugurale il Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, accompagnato dalla moglie, Mehriban Aliyeva, ha aperto i lavori con un discorso molto sentito:

Voglio sottolineare ancora una volta che i rappresentanti di tutte le nazioni e le religioni vivono in Azerbaigian come uno di famiglia, in pace e in amicizia. Il nostro Paese non ha mai avuto alcuno scontro o incomprensione per motivi religiosi o etnici. Questo è il nostro bene più 5th Baku International Humanitarian Forum - President Ilham Aliyevgrande. I monumenti storici di tutte le religioni sono protetti dallo Stato. Lo Stato prevede con i suoi fondi al restauro di questi monumenti. Moschee, chiese e sinagoghe sono costruiti, mantenuti e rinnovati in Azerbaigian. Celebriamo le nostre feste religiose insieme con tutte le comunità. Siamo orgogliosi della nostra storia e cultura. L’atteggiamento amichevole  – ha detto Aliyev – e le tendenze associate alla multiculturalità nella 5th Baku International Humanitarian Forumsocietà sono ulteriormente rafforzate dalle nostre politiche pubbliche. Non è un caso che quest’anno in Azerbaigian è stato dichiarato “l’Anno del multiculturalismo.

Ma uno dei passaggi più importanti del suo intervento, il Predidente Ilham Aliyev lo fa sull’argomento “islamofobia“:

Stiamo parlando di un dialogo tra le civiltà, ma in realtà stiamo assistendo a manifestazioni precoci di scontri tra inter-civiltà. Se questeDeputy chairman of the Russian government Olga Golodets - Forum Baku tendenze non verranno stroncate sul nascere, ciò porterà ad un disastro enorme. Tutti i paesi potranno trovarsi in una situazione difficile. Pertanto, al momento attuale, questi problemi dovrebbero essere all’ordine del giorno. Le tendenze positive devono prevalere. Dobbiamo parlarnee apertamente e questo è lo scopo del forum di Baku. Ad esempio, l’islamofobia è molto preoccupante per tutto il mondo islamico, in quanto alcuni mezzi di comunicazione, così come alcune organizzazioni non governative e politiche, deliberatamente creano un parere negativo sull’Islam, sulla nostra religione, identificando l’Islam con il terrorismo. Tuttavia, sono proprio i  paesi musulmani che soffrono il terrore più degli altri. I leader di alcuni paesi europei usano lo slogan “Stop Islam“. Alcuni dicono che sono pronti ad accettare i 5th Baku International Humanitarian Forum - Ilham Aliev con la mogliemigranti, ma quelli non musulmani. Cos’è questo? Vuol dire che il fascismo sta alzando di nuovo la testa in Europa nel 21 ° secolo? Purtroppo, le organizzazioni internazionali o paesi non reagiscono a questo, come se ciò fosse qualcosa di ordinario. Queste sono tendenze molto pericolose, e dobbiamo parlarne. Tali fattori come la radicalizzazione nel mondo musulmano sono anch’essi abbastanza inquietanti. Pertanto, credo che abbiamo bisogno di discutere apertamente questi problemi”.5th Baku International Humanitarian Forum - 5

L’altro argomento che Aliyev tocca con evidente dispiacere nel suo discorso è quello sull’Armenia:

Come ho già detto, l’Azerbaigian ha sempre dedicato grande attenzione alla cooperazione umanitaria. Tuttavia, vorrei far sapere ai nostri ospiti che il nostro paese e la sua gente hanno anche 5th Baku International Humanitarian Forum - 9dovuto affrontare una catastrofe umanitaria. Nei primi anni 1990, a seguito di aggressione militare dell’Armenia contro l’Azerbaigian, il 20 per cento della nostra terra si è trovata sotto l’occupazione. Il risultato di questa occupazione è stata la politica di pulizia etnica, più di un milione di azeri sono diventati rifugiati e sfollati nella propria terra. Queste nostre terre, storicamente dei nativi del Nagorno-5th Baku International Humanitarian Forum - l'incontro del Ministro degli esteri azero con i parlamentari italianiKarabakh e sette distretti adiacenti ad esso, sono state occupate dall’Armenia. Persone innocenti sono state uccise. Un crimine di guerra è stato commesso contro il nostro popolo – il genocidio Khojaly. Come risultato del genocidio nella città di Khojaly, 613 civili sono stati uccisi, tra cui 106 donne e 63 bambini. Tutte queste atrocità armene sono state documentate. Ci sono prove video e fotografie, ma anche numerose testimonianze. Dieci paesi in tutto il mondo hanno già riconosciuto il incontro con la delegazione senato italianogenocidio Khojaly come un atto di genocidio“.

“Gli armeni hanno distrutto i nostri monumenti storici e religiosi nelle terre occupate. Ci sono poi fatti concreti – ha poi detto il Presidente proseguendo il suo discorso – e l’OSCE ha già inviato due missioni d’inchiesta nei territori occupati. Questo è apertamente dichiarato nelle loro relazioni. Tutte le nostre città sono state rase al suolo. Le infrastrutture e le tombe sono state distrutte. Hanno distrutto le nostre Il Heydar Aliyev Center dell'architetto irachena Zaha Hadidtombe con i bulldozer e le nostre moschee. C’è una chiesa armena nel centro di Baku che invece noi abbiamo restaurato. Attualmente, più di 5.000 libri in lingua armena sono memorizzati in questa chiesa.  Questa è la differenza tra noi e il fascismo armeno che ha portato solo grandi disgrazie. Persone innocenti stanno ancora soffrendo per la politica armena. Tutte le organizzazioni internazionali sostengono chiaramente la nostra posizione. In particolare, la prima e la più alta organizzazione internazionale del mondo, le Baku - Azerbaijan was part of the USSR until its disintegration in 1991Nazioni Unite, con la sua Assemblea Generale, ha ripetutamente adottato delle risoluzioni. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato quattro risoluzioni che prevedono un ritiro immediato e senza condizioni delle forze armene dalle nostre terre occupate. Purtroppo, l’Armenia ignora queste risoluzioni e non vi è alcun meccanismo coercitivo per la loro attuazione. Si tratta di una enorme ingiustizia”.Fire Temple Baku Old City Azerbaijan

Infine l’articolatissimo e lucido discorso di Ilham Aliyev, si conclude dando anche numeri e dati su quello che è oggi il ruolo socio-economico del suo Paese:

L’economia dell’Azerbaigian si sta sviluppando. Nel corso degli ultimi 13 anni, il prodotto multiculturalismo - tavola rotondainterno lordo è triplicato. Abbiamo grandi riserve di valuta estera pari al prodotto interno lordo. Sono stati fatti passi significativi per ridurre la disoccupazione e la povertà. Oggi, sia la disoccupazione che la povertà sono solo circa al 5 per cento nel nostro paese. L’alfabetizzazione è quasi il 100 per cento. Una parte significativa dell’economia azera è collegata con le risorse naturali. Nonostante il forte calo dei prezzi del petrolio, l’Azerbaigian ha fatto fronte alla crisi con perdite minime, e lo sviluppo dinamico continua. Mi è stato detto ieri che il World Economic Forum di Davos ha assegnato all’Azerbaigian il 37 ° posto a livello mondiale in termini di competitività. Credo che essere al 37 ° posto nel mondo per la competitività è un grande risultato per il nostro Stato giovane, considerando anche che i primi anni della nostra indipendenza sono stati estremamente difficili. Eravamo in una crisi 5th Baku International Humanitarian Forum - 7politica ed economica profonda. Per il numero di rifugiati e sfollati, l’Azerbaigian occupa ora uno dei primi posti nel mondo. Le politiche economiche corrette, la pace, la stabilità nella società, i buoni rapporti con i vicini e le nostre iniziative internazionali vanno affermando sempre di più l’Azerbaigian nel contesto internazionale come un luogo di stabilità e sviluppo”.

5th Baku International Humanitarian Forum - round tables“Siamo orgogliosi  – ha infine concluso il Presidente della Repubblica dell’Azerbaijan – del fatto che siamo uno stato indipendente da 25 anni. Viviamo a nostre spese, non dobbiamo niente a nessuno e non dipendiamo da nessuno. L’indipendenza è al primo posto per noi. La nostra gente è libera e il nostro destino è nelle nostre mani. Abbiamo costruito un paese bellissimo e diventerà ancora più bello. Vogliamo dare un contributo ancora maggiore alla nostra causa comune. Il Forum di Baku internazionale umanitario è  parte integrante di questo progetto”.5th Baku International Humanitarian Forum - Azerbaijan Speaker

Un discorso di grande spessore, da grande leader internazionale, che fa capire con chiarezza la volontà e la consapevolezza dell’Azerbaigian del suo ruolo sempre crescente, non solo nell’area caucasica, ma anche nell’ambito delle potenze e delle comunità mondiali.

5th Baku International Humanitarian Forum - 10Nella giornata successiva, il Forum Internazioanle Umanitario si è sviluppato attraveso varie tavole rotonde divise per aree tematiche su argomenti di grande attualità: il multiculturalismo, il problema della migrazione e dei rifugiati, sulla medicina, la biologia e le biotecnolgie, sullo sviluppo sostenibile, il giornalismo e il ruolo dell’informazione.

Degne di nota anche le parole di Leyla Aliyeva, Vice Presidente della Fondazione Heydar Aliyev, che nell’ambito della tavola rotonda da lei Leyla Aliyeva, Vice President of the Heydar Aliyev Foundationpresieduta, sullo “sviluppo sostenibile e la civiltà ecologica“, ha detto:

L’Azerbaigian è una terra di antiche tradizioni e ricca storia, un luogo che si trova al crocevia tra Oriente e Occidente, dove la saggezza orientale e il progresso occidentale si incontrano. Nel passato – ha detto poi Leyla Alieva (che anche parlato degli scopi della sua organizzazione IDEAInternational Dialogue for The IDEA foundation launched by Leyla Aliyeva, daughter of Azerbaijani President Ilham Aliyev, is going to cooperate with the Russian office of the World - 1Environmental Action) – l’Azerbaijan è stato un importante centro sulla storica via della seta. Ciò ha avuto un impatto importante sulla nostra cultura del fare e l’Azerbaigian è oggi di fatto un paese che nel profondo del suo cuore crede nella tolleranza, nelle nuove idee e nel dialogo. La posizione geografica unica del nostro Paese, ha anch’essa avuto un impatto positivo sui nostri paesaggi rendendoli luogo di splendide montagne innevate, con le sue scogliere taglienti, i fiumi, le foreste profonde, i prati e le pianure “. “Sappiamo tutti che l’ecologia e le civiltà sono due termini Flame Towerscontraddittori, ma oggi ci troviamo in una situazione in cui la sopravvivenza dell’intero pianeta è sotto minaccia. Tuttavia, l’emergere di una “civiltà ecologica” come concetto, dimostra che sempre più persone sono a conoscenza di questa situazione e sono disposte ad agire al fine di proteggere il nostro ambiente. Indipendentemente dalla nostra razza, religione, BAKU OLD CITY - THE ANCIENT WORLD HERITAGE SITEtradizioni e credenze, viviamo tutti sullo stesso pianeta e abbiamo un futuro comune – ha concluso Alieva – i problemi ambientali non hanno confini e minacciano tutti i paesi. Solo lavorando insieme e sostenendoci a vicenda, saremo in grado di ottenere risultati positivi “.

Insomma, l’Azerbaigian, il Paese dalle remote e profondissime radici, ha già lanciato al resto del mondo la sfida verso il futuro…

 

Gianfranco Vestuto

 

Il V Forum Internazionale Umanitario di Baku

 

 

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